Chi è Gilbert Keith Chesterton

Dal blog della Società Chestertoniana Italiana:

Nasce il 29 Maggio 1874 a Kensington. Una vita immeritatamente felice, dirà egli stesso, ed immensamente prolifica, uno spreco d’arte e di genio, dirà Emilio Cecchi, il suo mentore in Italia, che lo presenta così: «padre della Chiesa, obbligato dalle necessità dei tempi e del ministerio, a predicare in stile burlesco alle turbe degli scettici e dei gaudenti». Una pe
rsonalità frizzante, amabilmente polemica, umoristica e gioiosa. Eccezionale.
Figlio di Edward, agente immobiliare, e di Marie Louise Grosjean (madre scozzese, padre svizzero predicatore calvinista), Chesterton visse un’infanzia allegra ed affettuosa nella sua famiglia assieme al fratello Cecil, più giovane di lui di cinque anni. Inizia a scrivere molto presto; da bimbo non ancora di dieci anni tenta di imitare George McDonald. Forte il senso della meraviglia e il gusto delle favole. Primo giornale in cui si cimentò fu The Debater, organo del Junior Debating Club che contribuì a fondare con alcuni compagni di scuola e che chiuderà nel 1893, anno in cui gli amici si dividono per l’università. Questo ed altro ancora, oltre al clima decadente dell’epoca, saranno la causa di un periodo oscuro della in cui sfiorò anche la più insana delle idee e da cui uscì grazie alle buone letture e al non voler rinunciare alla speranza gustata nell’infanzia. Scopre il gusto della scrittura. Nel 1900 il padre Edward (Mr Ed, come lo chiamavano gli amici) fa pubblicare a sue spese Greybeards at play e The Wild Knight, raccolte di poesie. Nel ’99 inizia a collaborare a The Speaker.

Nel 1901 si sposa con Frances Blogg che amerà teneramente fino alla fine, inizia a scrivere col Daily News fino al 1913. Scrive The Defendant, in Italia Il bello del brutto, la raccolta degli articoli usciti su The Speaker. In molti si chiedono chi sia GKC, la sigla con cui firmava i suoi articoli.
Del 1902 è Twelve Types, altra raccolta di articoli, e la biografia di Robert Browning. Questa e simili opere ci fanno conoscere la profonda penetrazione dell’autore e dell’argomento trattati. Diletterà i lettori con studi su Tolstoj, Tennyson, Thackeray (1903) Watts (1904), Dickens (1906 e 1911), Blake (1910), Cobbett (1925) Stevenson (1902 e 1927), Chaucer (1932).
387025_full_570x435Similmente si può affermare circa le due agiografie, il S. Francesco d’Assisi (1923) e il S. Tommaso d’Aquino (1933). Quest’ultima gli valse il titolo di “genio” conferitogli da Etienne Gilson, massimo esperto del pensiero tomista e di San Tommaso d’Aquino.
Il 1903 è l’anno della Blatchford Controversy e del primo romanzo, Il Napoleone di Notting Hill, pieno di amore per le piccole patrie e degli echi della questione Anglo-Boera in cui si batte con l’amico di una vita Hilaire Belloc dalla parte dei Boeri. Nel 1905 inizia a collaborare con The Illustrated London News, scrive Il club dei mestieri stravaganti e la raccolta di saggi a tesi Eretici, causa di Ortodossia, suo massimo capolavoro. Neli anni dal ‘06 al ‘09 si dedica alle polemiche culturali con G. B. Shaw e H. G. Wells. Del 1908 è la maturità e la massima chiarezza sulla sua vita: è l’anno de L’uomo che fu Giovedì e di Ortodossia. Del 1909 è il saggio su Shaw (amico-nemico di tutta una vita), nel 1910 escono La Sfera e la Croce e What’s Wrong with the World. nel 1911 nasce dalla sua penna Padre Brown, certo la sua creatura più famosa, il piccolo prete cattolico protagonista di gialli di grande successo e spessore: L’innocenza di Padre Brown (1911), La saggezza di Padre Brown (1914), L’incredulità di Padre Brown (1926), Il segreto di Padre Brown (1927), Lo scandalo di Padre Brown (1935). E’ la trasposizione letteraria e romanzata del prete irlandese così presente nella vita dei coniugi Chesterton padre John O’Connor, uno degli artefici della sua conversione. Nello stesso anno un altro capolavoro, La Ballata del Cavallo Bianco, opera poetica di tono epico, e inizia la cooperazione col fratello Cecil nel giornale The Eye Witness che successivamente prenderà in mano e cambierà nome in The New Witness. Nel 1912 esce lo stupendo Uomovivo, programma di vita chestertoniana.
Scriverà anche commedie: è del 1913 Magic; Il giudizio del dottor Johnson del 1927. Nel 1913 esce L’età vittoriana in letteratura, saggio letterario sulla scia delle citate biografie.
Il 1914 è l’anno della grande malattia che lo porterà quasi alla morte, con enorme sconcerto di tutta l’Inghilterra che lo amava sinceramente. Compaiono L’Osteria Volante e Berlino Barbara. Al momento della sua ripresa dalla malattia pubblicherà Poems e Wine Water and Songs (queste ultime canzoni e ballate di cui è ricco L’Osteria Volante), e un saggio, The Crimes of England. Nel 1917 torna su argomenti storico-politici con Una Breve Storia d’Inghilterra e L’Utopia degli usurai. Irish Impressions del 1919 è il resoconto del viaggio in Irlanda, paese molto amato; il viaggio in Palestina dello stesso anno provocherà The New Jerusalem del 1921. Altro diario di viaggio sui generis sarà What I Saw in America (1922) che racconterà della (trionfale) tourneè negli Stati Uniti. Nel 1922 viene accolto nella Chiesa Cattolica, circondato dagli amici padre Vincent McNabb, padre John O’Connor, Hilaire Belloc, seguito due anni dopo dalla moglie. Nello stesso anno dà alle stampe Eugenetica e altri mali, critica all’eugenetica postdarwinista. Nel 1925 dà vita al G.K’s Weekly, il suo giornale, oltre che organo ufficioso della Lega Distributista. Esce inoltre L’Uomo Eterno: ciò che Chesterton dice a proposito della fede cristiana per l’uomo in Ortodossia, vale per la società ne L’Uomo Eterno. Se Ortodossia fu la risposta a G. S. Street (alla cui provocazione dobbiamo l’opera), L’Uomo Eterno lo fu al darwinismo storico di H. G. Wells.
Nel 1927, anno della visita in Polonia, Chesterton accenna alla sua conversione in The Catholic Church and Conversion. Del 1929 il romanzo Il poeta e i pazzi e The Thing, altra opera riguardante la Chiesa. Del 1930 La Resurrezione di Roma, frutto di uno dei viaggi in Italia. Postuma (seppure del 1936) la sua magistrale Autobiografia, come pure  del 1937. Muore il 14 Giugno 1936 a Beaconsfield circondato dalla moglie, dalla fedele segretaria Dorothy Collins e dagli amici. E’ sepolto nella sua cittadina nel piccolo cimitero attiguo alla Parrocchia cattolica di Santa Teresa del Bambin Gesù, quella parrocchia che contribuì ad edificare e a fare bella. Con lui riposano la moglie e Dorothy Collins.

 

Per saperne di più: http://uomovivo.blogspot.com