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Il Museo del Balì e una rotonda sul mare: una giornata da non dimenticare!

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I prof. della scuola Chesterton hanno deciso di mandarci in gita al Museo del Balì.

Come punto di ritrovo abbiamo scelto la scuola dove il pullman era fermo ad aspettarci. Una volta arrivata, ho visto il viso sorridente dei miei compagni di classe. I loro occhi erano brillanti, splendenti. Si vedeva che erano impazienti di catturare magnifiche esperienze. Anche io ero emozionata e speravo che quella porta si aprisse il prima possibile. D’un tratto si è aperta e allora tutti sono entrati in pullman frenetici, quasi da sembrare una carica di bisonti. Mentre salivo, cercavo, tra le tante, la voce della mia “compagna di posto”, ossia Beatrice. Erano molti gli schiamazzi, le urla e i sussurri, ma riconobbi presto la voce della mia amica. Così pacata, gioiosa e serena, la voce di Bea che mi chiamava per nome e le sue mani che cercavano di spingersi tra i sedili per arrivare a me. Una volta sedute, notai un sorriso radioso che riempiva la sua bocca e degli occhietti vispi e felici per la nuova avventura che stava per cominciare. Le nostre voci erano eccitate e le nostre gesta festose. Da dove ero seduta vedevo gli alunni passare ridendo e scherzando a braccetto.

Una volta partiti, io e Bea ci siamo messe a immaginare cosa sarebbe successo. Beatrice, che ci era già stata, mi raccontava cosa avremmo visto e l’entusiasmo della sua voce mi provocò un fremito di curiosità, mi faceva pensare a come sarebbe potuto essere quel posto così strano. Spostandomi più in là con lo sguardo, vedevo le mani dei miei compagni muoversi in maniera confusa e queste mi facevano capire la voglia che avevano di vedere cose belle e nuove.

Una volta arrivati eravamo entusiasti. Al Museo abbiamo visto molti esperimenti, giochi di illusione e trucchetti bellissimi. Osservavo i volti dei miei amici meravigliarsi di fronte a ciò che ci proponevano le guide, occhi che diventavano grandi e sopracciglia che si inarcavano verso l’alto. Devo dire che anche io mi stupivo nel vedere quei giochetti stupendi che mi hanno lasciato proprio a bocca aperta! Uno dei momenti che mi ha colpito maggiormente di questa gita è stato la visita al planetario dove si sentiva un brusio di voci meravigliate. Non riuscivo a scorgere bene gli occhi degli altri perché intorno era buio pesto, ma immaginavo che, come i miei, fossero incantati di fronte ad uno spettacolo così maestoso… Le guide ci hanno presentato e fatto conoscere più da vicino tutte le stelle del cielo! Che bellezza…

In seguito siamo andati a Senigallia e, sulla spiaggia, abbiamo anche recitato una scenetta della canzone: “Una rotonda sul mare”. Qui ci siamo divertiti un mondo, tutti ridevano, correvano e giocavano poi, come in ogni bella storia che si rispetti, siamo dovuti tornare a casa. Eravamo un po’ giù, ma contenti e grati di aver vissuto quest’esperienza che di sicuro rimarrà sempre nel mio cuore e che mi ha anche fatto crescere. Posso concludere dicendo: “VIVA LA CHESTERTON”!

Gloria Barra, classe II Media

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