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Qualcosa di più

Nell’orario settimanale della scuola superiore compare la Via Pulchritudinis: la via della bellezza. E’ un ora in cui gli insegnanti si alternano per fare una lezione di approfondimento su un argomento (un esperimento scientifico, un video documentario, una lettura) o presentare temi belli e interessanti che non sono previsti dal programma.

Lo scorso venerdì 1 ottobre, abbiamo invitato Cristiano Caggiano, ex-studente della Scuola Chesterton (diplomato nel 2016), a parlare agli studenti del motivo per cui ha scelto di frequentare la nostra scuola e come lui ha vissuto quest’esperienza.

“Ciò che mi ha spinto a venire alla Chesterton in realtà è stata una mia scelta, una decisione presa sul momento, forse spinto dal dubbio di ritrovarmi una nuova scuola che non mi avrebbe aiutato. L’ho poi capito fin dal primo incontro avuto che poteva essere una scelta faticosa ma giusta. Ero spinto anche dal fatto di aver incontrato la mia insegnate delle elementari Federica [co-fondatrice della Scuola Chesterton] e dalla grande fiducia riposta da mia madre in lei. In questi 5 anni ho vissuta la migliore esperienza da studente che potessi fare. E questo perché i professori hanno saputo tirar fuori il meglio di me, hanno sempre creduto nelle mie capacità (cosa che io a volte non riesco a fare) e soprattutto mi hanno sempre voluto bene…per loro non ero un semplice studente, un “numero” per capirci, ma qualcosa di più. Per tutte queste cose si è accesa in me la scintilla: io voglio rimanere qui, questo è il posto che fa per me. Si può vivere bene il tutto quando sei partecipe delle cose che fai e quando hai piena fiducia in chi hai davanti e che vedi che, oggettivamente, vive meglio di te. Quando ti propongono di studiare insieme, quando ti propongono il servizio, noti che queste sono le cose che ti aiutano a vivere bene….Direi che per me qui è nata una vera AMICIZIA. Dopo il diploma non sono andato all’università (per problemi economici ) ma ho intrapreso la strada del lavoro. Ho scelto di rimanere a lavorare con la cooperativa perché sono rimasto attaccato alla scuola e a Federica (la prima a credere nelle mie capacità) e perché qui, dove ora lavoro (sempre con tanta fatica come a scuola) ci sono persone che conosco e a cui sono molto legato… E soprattutto mi accorgo che nel lavoro svolto c’è sempre qualcosa di buono da costruire, un mondo buono dove stare.”

Cristiano Caggiano

Ecco alcune riflessioni degli alunni a riguardo:

Ad essere sincero, durante l’ora in cui Cristiano ci ha parlato della sua esperienza io non ho fatto molti interventi o molte domande poiché mi aveva già raccontato una volta la sua storia. Quell’incontro l’ho visto più come un promemoria. Un promemoria che mi ha ricordato che per chiunque c’è una speranza. Come Cristiano è stato “aiutato” dalla scuola Chesterton, dalla Compagnia dei Tipi Loschi del Beato Pier Giorgio Frassati e da tutto il resto che fa parte di quest’opera, allora tutti possiamo essere aiutati, anzi dobbiamo farci aiutare; andando dagli adulti quando si hanno dei dubbi, aprirci, non rimanere chiusi in sé stessi e accettare consigli consapevoli di non essere perfetti.

Abbiamo bisogno di essere aiutati per diventare persone migliori e non vivere la vita come qualcosa di scontato, ma come un dono unico che ricevi una volta sola. Dobbiamo strizzare la nostra vita (come uno straccio), far uscire fuori opere buone fino all’ultima goccia, senza lasciarne nemmeno una e se serve dobbiamo bagnarla di ideali forti per compiere ancora più opere buone.

Realizzare atti virtuosi è facile, basta poco: sono gesta degne di un cristiano anche piccole cose come aiutare un compagno a studiare, dire una buona parola ad un amico per consolarlo nei momenti difficili, perfino lasciare il posto a sedere ad una signora anziana durante la messa è una mossa da vero cristiano.

Alessandro Girolami, III superiore

Alla Via Pulchritudinis delle superiori di giovedì scorso abbiamo partecipato anche noi studenti della terza media. È stato un incontro molto bello: ha parlato il mio amico (fratellone) Cristiano Caggiano. Lui è la prima persona che ho conosciuto. Lo conobbi circa cinque anni fa agli allenamenti di calcio: lui era il mio allenatore! Con il passare del tempo ho conosciuto meglio la compagnia che frequentava e ho iniziato ad andare anche io a San Francesco e alla fine sono entrato in Compagnia. Caggiano è come una guida per me: mi dice sempre quello che è giusto o sbagliato. Mi è piaciuto molto il suo incontro. Sono grato di averlo conosciuto perché mi ha aiutato nei momenti più difficili e mi ha fatto capire il vero senso dell’essere umile, perché è così che vive la vita Caggiano… e sempre con il sorriso!

Ciro Pentecoste, III media

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