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La gratitudine

Ogni anno per prepararci al Natale invitiamo i nostri bambini e ragazzi agli “esercizi spirituali” (termine militaresco usato da Sant’Ignazio di Loyola per indicare un momento forte nell’anno di crescita spirituale: di solito a Natale e a Pasqua). Quest’anno li abbiamo invitati ad un’avventura di ben tre giorni, dal 6 all’8 Dicembre a Cagnano, un paesino nelle vicinanze di San Benedetto del Tronto. Il tema questa volte è stato “La gratitudine”. Marco sermarini e padre Martino hanno spiegato ai ragazzi perché dobbiamo essere sempre grati. Il primo attraverso l’esempio di un personaggio originale come Innocent Smith, protagonista del libro “Uomovivo” di Gilbert Keith Chesterton. Innocent addirittura “rubava” le sue stesse cose, perché invece di essere invidioso di ciò che hanno gli altri, voleva amare le cose che gli appartenevano e le rubava per farle sue di nuovo…. Padre Martino ha detto che “la gratitudine è una medicina spirituale: una persona grata è felice”. Dobbiamo essere grati a Dio che ci ha voluto, ai nostri angeli custodi che non ci lasciano mai soli e a tutti i santi in Paradiso che ci guardano e ci aiutano. Poi i genitori, anche se non sono perfetti! Li abbiamo ringraziati di recente? In ultimo essere grati per le cose materiali. Di seguito la cronaca di questi tre giorni da parte di un’alunna della scuola.

Michela Iobbi

Quest’anno gli esercizi spirituali mi sono piaciuti un sacco! A differenza degli ultimi anni, quest’anno non ho combinato nessun danno, come sono solita fare! Il primo giorno abbiamo fatto una riunione con Marco Sermarini e mi sono divertita molto perché ci faceva ridere raccontando le sue storielle. Ci ha spiegato una frase di Chesterton che dice: “Lascerò che le meraviglie si posino su di me come mosche”. Significa che a volte noi diamo per scontate le cose belle che ci accadono e non ce ne accorgiamo. Per esempio, quando andiamo a dormire non ci viene in mente di ringraziare perché abbiamo un letto! Dopo la riunione abbiamo esplorato il panorama che ci offriva Cagnano. “È pronto! A tavola!” Ecco che ci chiamano, dobbiamo andare! Nel bel mezzo del pranzo i maschi ci propongono una sfida, mettendosi a cantare frasi su di noi “ragazze toste” per prenderci in giro. Ma si sa che vinciamo tutte le volte noi, non si può competere con le toste! Dopo pranzo siamo andati a fare una passeggiata, ma prima si doveva arrivare a destinazione con le macchine piene… Il viaggio è stato divertentissimo, eravamo tutte contente. Poi ai nostri occhi si è presentata una montagna ripidissima con un sentiero immenso. Ci siamo messi in cammino. All’inizio era divertente, ma il sentiero non finiva più! In cima abbiamo trovato una chiesetta. A chi sarà venuta la geniale idea di costruire una chiesa a 1000 m di altezza? Abbiamo continuato a salire ancora più in alto fino ad arrivare alla roccia spaccata, dove mi sono arrampicata con Silvia e Franziska. Poi abbiamo inciso la roccia con una pietra per simboleggiare la nostra amicizia. Purtroppo è arrivato il momento di tornare a Cagnano, dove abbiamo cenato. Siamo andati a dormire…. dormire per modo di dire! Insieme alle altre ragazze abbiamo fatto un pigiama party quando le responsabili sono scese per fare una riunione. Le uniche a restare sveglie siamo state io e Miriam, abbiamo provato a svegliare le altre, ma niente da fare! La mattina siamo andati a Messa a Norcia e poi ad una riunione con padre Martino. Il suo intervento mi è piaciuto più delle altre volte, è stato breve e molto chiaro, sul tema della gratitudine. Ha detto che per essere grati non serve dire molte preghiere, basta andare a M essa con piacere!

Giorgia Pentecoste, II Media

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