Dietro le quinte di un viaggio d'istruzione: insegnanti in avanscoperta per costruire un'esperienza, non solo una gita!
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C’è una differenza sostanziale tra organizzare un itinerario ed essere consapevoli di far parte di una storia che si vuole conoscere meglio. Ieri un gruppo di professori ha fatto molto più che "controllare la logistica" di una gita imminente. Prima di portarvi i ragazzi, hanno voluto calpestare la terra, respirare l’aria e guardare negli occhi chi accoglierà i nostri alunni.
La gita di quest'anno, come tutte le nostre uscite, non è un semplice viaggio d'istruzione, il titolo scelto è:
"Un vero soldato combatte non perché odia ciò che ha di fronte a lui, ma perché ama ciò che ha dietro".
Citando G.K. Chesterton, vogliamo ribaltare la prospettiva comune. Non si va a studiare il passato per dovere accademico, ma per riscoprire l’amore per le nostre radici, le nostre piccole grandi patrie. Conoscere la storia di cui facciamo parte significa capire chi ci ha preceduti e perché ha lottato per costruire ciò che oggi noi abitiamo e permette ai professori di non essere semplici "guide", ma testimoni che possono dire ai ragazzi: "Io quel volto l’ho visto, lo conosco, quella storia me l'hanno raccontata e ne siamo parte integrante".
C’è poi un dettaglio che rende questa gita ancora più speciale: non saremo soli. Insieme a noi ci saranno altre due scuole parentali: la nave di Telemaco di Roma e la scuola Celeste di Marostica.
Perché questa scelta? La risposta è semplice: le cose fatte con gli amici sono più belle. Condividere lo stupore davanti a un paesaggio o la riflessione davanti a un bel monumento decuplica il valore dell’esperienza. Insegniamo ai ragazzi che il cammino della vita, proprio come quello della storia, non si fa mai da soli, ma dentro una compagnia che sostiene e rallegra.
La nostra gita è già iniziata ieri nei passi di alcuni professori... stay tuned per scoprirne i particolari!!









