Pasqua di Resurrezione
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La Pasqua è la festa più importante per noi cristiani, perché facciamo memoria della morte e della Resurrezione di Gesù.
Ma come si stabilisce la data della Pasqua, dato che ogni anno cambia?
È un’antica tradizione fissata dal Concilio di Nicea del 325, dove si stabilì che la festa della Pasqua si celebrasse la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera, ovvero il primo plenilunio dopo il 21 marzo. Quest’anno la prima luna piena è appunto il 2 aprile.
Con questo breve scritto, vorrei aiutarvi a capire meglio quali sono i “tempi” della passione, morte e Resurrezione di Gesù. Da ragazzo rimanevo abbastanza interdetto quando si parlava del “terzo giorno è salito al cielo e siede alla destra del Padre”… terzo giorno rispetto a quando?
Ecco, cerchiamo di fissare alcune cose.
Per gli ebrei, innanzitutto, il giorno andava dalla sera di un giorno alla sera del giorno successivo (non come adesso, che si fissa l’inizio del giorno dalla mezzanotte).
Nel Vangelo di Matteo, capitolo 26, si racconta: “Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso»”.
Il giorno dopo sarebbe stata la vigilia della Pasqua ebraica e gli apostoli prepararono la sala per l’Ultima Cena (Mt 26,17): “Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù e prepararono la Pasqua”.
Dall’Ultima Cena inizia la passione di Gesù, che trovate nella figura riportata sotto. Per poter seguire lo schema, dovete partire dal numero 6 a destra (che indica l’inizio del giorno ebraico) e percorrere il cerchio in senso orario. Potete così ripercorrere tutti gli avvenimenti della giornata del Venerdì Santo.
Gesù fu deposto nel sepolcro il venerdì pomeriggio, poiché ci si avvicinava al sabato e, per gli ebrei, era un giorno sacro in cui non si poteva lavorare.
Nel Vangelo di Matteo, capitolo 28, 1-7: “Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto»”.
Si dice che Gesù è risorto il terzo giorno non perché siano passati esattamente tre giorni come li intendiamo noi oggi, ovvero 72 ore. Ai tempi di Gesù era in uso un conteggio inclusivo dei giorni: nel calcolo si consideravano anche i giorni non completi, pertanto venerdì, sabato e domenica.
Pertanto, al mattino della domenica, ci si trova già nel terzo giorno.
Io e i miei colleghi auguriamo a tutti gli studenti e alle loro famiglie una Santa Pasqua.
Prof. Marco P.






