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Gianna Jessen – lo spettacolo della potenza di Dio


Il giorno dopo l’incredibile testimonianza di Gianna Jessen presso il cineteatro Piceno di Ascoli, ricerco su Google il termine “aborto salino”. Incredibile come nelle prime venti voci non esca praticamente nulla sulla più disumana tecnica di interruzione di gravidanza mai esistita, ma solo ed unicamente link correlati a Gianna Jessen. Quasi che la vita di questa straordinaria 39enne americana, sia legata a doppio filo a quella che avrebbe dovuto essere la sua condanna a morte e che, per gli straordinari disegni della Divina Provvidenza, è invece diventata il nemico da combattere. Gianna Jessen sta all’aborto un po’ come Maria Antonietta sta alla ghigliottina.

Vedere questa ragazza minuta e traballante salire sul palco, con l’aiuto di due “spalle forti”, mi trae un po’ in inganno, penso tra me e me che forse sto per assistere a uno show in stile “circo della farfalla”, invece appena si mette a sedere inizia lo spettacolo della potenza di Dio. Talmente chiara e visibile che basta vederla parlare e gesticolare con gli amici per riconoscerLa. Poi racconta la sua storia, di come sia sopravvissuta due volte, la prima all’aborto salino e la seconda al tentativo di soffocamento che il medico abortista avrebbe esercitato su di lei, se solo fosse stato presente (apprendo sempre da Google che fino al 2002 quando è stata approvata la legge «Born Alive Infants Protection Act» voluta dal presidente Bush – negli Stati Uniti era prassi che i bambini abortiti vivi, cioè sopravvissuti a un aborto, venissero soffocati, strangolati o semplicemente lasciati morire in un angolo e buttati via).

Sembra il racconto di una storia d’altri tempi, eppure è così reale e vicina, e bussa prepotentemente alle porte della nostra coscienza per chiedere di vedere ciò che è semplice vedere: non si possono uccidere bambini né nel grembo della propria mamma, tanto meno sul lettino di un ospedale.

Chiudo la serata chiedendomi quanto di questa testimonianza possa rimanere nei nostri cuori, e in quelli dei nostri figli presenti numerosi all’incontro, e spero che una goccia del coraggio di Gianna Jessen sia passata anche nei nostri cuori, per non dimenticare e non arrendersi mai.

Marco Nobili (padre dell’alunna Giorgia Nobili)

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