IX Concorso Chesterton, i giullari di Dio : Il dibattito filosofico
- 21 mag
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Dopo il Chesterton Gala, l'appuntamento più atteso dell'anno è sicuramente il Concorso Chesterton! Giunto alla nona edizione, il tema di quest'anno ha visto come protagonisti il nostro Gilbert e san Francesco, i "giullari di Dio". L'evento, realizzato a cura della Società Chestertoniana Italiana, mette all'opera studenti e insegnanti di tutta Italia. Uno spettacolo di piccole e grandi realtà (dalle scuole parentali alle statali, fino ai doposcuola) intente a riflettere sui testi chestertoniani proposti per realizzare elaborati o prepararsi a sostenere veri e propri dibattiti intorno agli argomenti messi a tema. Il momento più atteso e temuto è stato, come sempre, il dibattito filosofico!
Vi proponiamo due racconti dell'evento: una studentessa del liceo "Chesterton" e uno studente del liceo di Fermo ci illustrano la loro esperienza personale e di gruppo di partecipazione al dibattito. Buona lettura!
"Se dovessimo essere onesti, più e più volte come classe ci siamo posti il quesito di quale senso avesse un dibattito su San Francesco e Chesterton. Com’è che con tutti i problemi che oggi giorno nascono come fiori a primavera, noi dovessimo salire fin su in collina a San Benedetto a parlare di un uomo (certo Santo, ma sempre uomo e morto) di 800 anni fa e di un altro uomo morto, che nella sua stessa nazione non riconoscono fra i più grandi, e la cui più grande opera è una serie su un prete che segue il suo istinto. Non vi offendete, non è quello l’obiettivo, ma capite che all’inizio era sembrato a tutti paradossale. Però, come la conversione di Francesco da “ Re dei party”, immaturo e figlio di papà, al grande San Francesco che ogni cristiano considera il Santo degli umili, della perfetta letizia, della morte come “sorella”, anche noi siamo passati per una conversione analoga da amebe, che non vedevano il senso di quel che facevano in quel posto, a piccoli guerrieri le cui armi erano solo le parole e l'obiettivo un piccolo premio. Quale? Non trofei o targhe, ma la sfida con noi stessi: cercare le parole giuste mentre diverse persone, della nostra età fra l’altro, ascoltavano, e cercavano l’errore nel nostro eloquio per replicarlo. Ora, che siamo scesi giù da quella collina, non crediamo più che San Francesco e Chesterton siano persone lontane alla nostra società. Certo, magari si sentirebbero un po' persi oggi, ma solo all’inizio: vedrebbero tutto quello che non va, ma poi ci dimostrerebbero perché sono stati dei grandi e perché si sono meritati di essere ricordati. Non si limiterebbero a guardare il male, ma lo cambierebbero in bene."
Studente del 3 Liceo Scienze Umane “Caro-Preziotti Licini”, Fermo
"Per me, che frequento il terzo liceo, quest'anno è stata l'occasione del mio primo dibattito filosofico. Eravamo un po' intimoriti da questa nuova esperienza e non è stato semplice preparare tutto, soprattutto perché, per questa edizione, l'argomento del dibattito ci è stato comunicato solo il giorno stesso! Ci siamo impegnati molto per dare il massimo nella lettura delle fonti e nella riflessione sul tema del Concorso. In più, i professori ci hanno allenati durante tutto l'anno scolastico facendoci fare numerosissimi dibattiti sui temi più disparati.
Per questo lavoro abbiamo estrapolato idee e argomentazioni da diversi testi, il che ci ha spinti a fare molte riflessioni sia sulla figura del giullare, sia su san Francesco e Chesterton: tutti spunti che ci sono stati di grande aiuto. Noi della scuola Chesterton eravamo divisi in due squadre: alle semifinali una ha vinto e l'altra invece ha perso (anche se per soli tre punti). È stata comunque una bellissima esperienza: una vera e propria battaglia, in parte simile alle nostre discussioni quotidiane, ma più calma, fatta di argomentazioni e di botta e risposta. Una bella sfida, molto combattuta ma piacevole, così come il resto della giornata passata in compagnia degli studenti delle altre scuole.
Maria Vagnoni, terzo liceo scuola "Chesterton"






