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Riflesso della bellezza di Dio




Un'opera che mi è piaciuta particolarmente studiare è stata la "Pietà" di Michelangelo. Potrebbe sembrare una scelta banale, data la maestosità dell'opera, però quello che mi colpisce è il significato: la Vergine ha sulle ginocchia Gesù senza vita, come se lo stesse cullando, azione che ricorda il quadro "Sacra conversazione" di Piero della Francesca, in cui il Bambinello sembra addormentato sulle gambe di Maria, ma che in realtà è senza vita, per ricordare la morte di Guidobaldo da Montefeltro, che ha perse la vita subito dopo la nascita.

Gesù ha solo un accenno di barba, per far intendere che morì quando era ancora giovane; ma la cosa che cattura la mia attenzione ancora di più è la Madonna: ha un volto giovanissimo, infatti Michelangelo si ispirò a un canto del Paradiso in cui Dante scrive:

"Vergine Madre, figlia del tuo Figlio".

Una cosa importante che mi stupisce è che l'artista aderì alla corrente del Neoplatonismo, perciò credeva che un blocco di marmo conteneva in sé già l'opera e che lo scultore dovesse ricavarla da esso e Michelangelo non poteva farlo in modo migliore: la perfezione della veste di Maria, che sembra quasi che pesi, la lucidità del corpo di Gesù, in contrapposizione con il resto dell'opera per farlo risaltare, il volto della Vergine velato di tristezza, ma che comunque non si dispera e con un gesto della mano destra ci vuole porgere il corpo di Cristo.

Lo scopo di Michelangelo era far contemplare degli esseri giovani e senza imperfezioni nei quali si riflette la bellezza di Dio.


Anna Graci, IV superiore

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