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Una visita a casa Leopardi

  • Scuola Libera Gilbert Keith Chesterton
  • 8 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

La visita a Casa Leopardi, a Recanati, dove abbiamo accompagnato la nostra terza media e

il quinto superiore, è stata per noi tre professori (io, Chiara e Giusy) un’esperienza intensa e

fortemente significativa, per gli studenti un momento di grande valore educativo. Non si è

trattato solo di entrare in un luogo storico, ma di avvicinarci con tutti i cinque sensi alla vita e

alla sensibilità di Giacomo Leopardi, poeta ancora oggi tanto amato e studiato.

Leopardi ci parla attraverso la sua poesia, capace di attraversare il tempo e di toccare temi

universali come il dolore, il desiderio di infinito, la solitudine e la ricerca del senso della vita e

della felicità. La vicinanza che io, personalmente, avverto sempre nasce soprattutto dalla

sua dimensione umana: le fragilità fisiche, la salute cagionevole, il senso di isolamento e le

fatiche relazionali lo rendono una figura nella quale è facile riconoscere qualcosa di

profondamente umano, e quindi personale. Anche gli studenti, di età diverse, hanno colto,

credo, questo aspetto, percependo Leopardi non come un autore distante e “da studiare”,

ma come una persona reale, con sofferenze e domande non così lontane dalle nostre.

Muoverci negli stessi ambienti che lui ha abitato, calpestare i pavimenti che hanno sostenuto

i suoi passi quotidiani, osservare la camera da letto in cui ha vissuto, pensato e scritto, ha

creato una connessione forte e quasi poetica. È stato un momento in cui la letteratura ha

smesso di essere astratta e si è incarnata nel nostro spazio e nel nostro tempo.

Ho percepito, in questa esperienza, un grande valore educativo: la visita ha permesso di

unire conoscenza ed emozione, studio ed osservazione diretta. I ragazzi a mio parere,

hanno avuto l’opportunità di comprendere che la cultura non è qualcosa di distante o

polveroso, ma un patrimonio vivo, che parla al presente e contribuisce alla nostra

formazione umana. In tal senso, Casa Leopardi non è stata solo una tappa di un percorso

scolastico, ma un’occasione preziosa di crescita, riflessione e incontro autentico con uno dei

grandi protagonisti della nostra letteratura.

Alla fine, siamo entrati nel palazzo per conoscere il poeta Leopardi e ne siamo usciti

salutando l'amico Giacomo.

Di Lorena Narcisi


Rebecca

Noi ragazzi di quinta superiore, studiando il celeberrimo poeta Giacomo Leopardi, abbiamo

proposto di svolgere questa gita nei luoghi in cui ha vissuto, coinvolgendo anche i ragazzi di

terza media, poiché Leopardi viene studiato sia in terza media sia in quinta superiore.

Ognuno di noi studenti di quinta ha spiegato alcuni aspetti della sua vita e dei suoi diversi

pessimismi.

Mi ha colpito molto vedere la sua biblioteca, piena di libri, dove trascorreva molte ore a

studiare, osservando dalla finestra Teresa Fattorini, di cui era perdutamente innamorato e

che abitava accanto a lui; a lei diede il nome di Silvia. È stato interessante anche visitare la

sua casa, dove ha vissuto insieme ai suoi fratelli, e il giardino.

La guida è stata eccellente nell’esporci informazioni aggiuntive, permettendoci di

approfondire le nostre conoscenze su Leopardi. Devo ringraziare anche le professoresse

Chiara e Lorena, che hanno accettato la proposta e ci hanno dato l’opportunità di

partecipare a questa esperienza e di approfondire lo studio di Leopardi.


Cristiana R.

La visita a Casa Leopardi è stata molto bella e coinvolgente. Abbiamo conosciuto alcuni

episodi poco noti della vita del grande poeta e della sua famiglia, grazie anche all’ottima

preparazione e alla chiara esposizione della guida. La visita è risultata coinvolgente non solo

per i luoghi, ma anche per la comprensione del pensiero di Leopardi.Ho scoperto aspetti della sua personalità che non conoscevo e rileggerò alcune delle sue opere con una consapevolezza diversa.Ho inoltre apprezzato molto la casa, in particolare le camere dei fratelli e la sua, che non è stata eccessivamente modernizzata. Sono ancora visibili i segni del tempo e della vita che vi

si è svolta.


Agnese

Noi alunni della terza media, assieme ai ragazzi di quinto superiore della scuola G.K.Chesterton abbiamo recentemente visitato Recanati, città natale di Giacomo Leopardi, per esplorare i luoghi che hanno ispirato il grande poeta e scrittore italiano. La visita ci ha permesso di immergerci nel mondo di Leopardi, scoprendo i segreti della sua vita, della sua opera e dei desideri più profondi del suo cuore.

Tutto è iniziato con una tappa a Palazzo Leopardi, casa natale del poeta, dove noi studenti abbiamo potuto esplorare la biblioteca contenente oltre 20.000 volumi, molti dei quali consultati e conosciutida Leopardi stesso. Abbiamo poi visitato gli appartamenti privati del poeta, il giardino che ispirò gli immortali versi de "Le ricordanze" e il Museo Casa Leopardi, che raccoglie oggetti, documenti e scritti appartenuti a Leopardi e alla sua famiglia.

Il luogo che forse ci ha più colpito è stato il Colle dell'Infinito, dove l'autore scrisse la sua famosa poesia "L'Infinito". Abbiamo potuto ammirare il panorama mozzafiato e riflettere sulla profondità della poesia leopardiana, che ci invita a interrogarci sull'esistenza di Dio e sul senso della vita, sull'importanza fondamentale di avere dei legami buoni, che durino in eterno.

La visita ha permesso agli studenti di comprendere meglio che Leopardi è stato un uomo che, nonostante le sofferenze e le delusioni, ha continuato a cercare la verità e a desiderare l'Infinito. La sua figura ci ricorda che la ricerca della verità e della bellezza è un cammino che ci porta a incontrare Dio, che è l'unico che può soddisfare davvero il nostro cuore.

Come Leopardi, possiamo anche noi desiderare l'Infinito e cercare la verità con cuore aperto e sincero.















 
 
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