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Uno stupore che mi ha accompagnata per tutto il pellegrinaggio

Il 14 dicembre noi alunni della scuola Chesterton siamo partiti per la Terra Santa, tutti contenti e curiosi, ma soprattutto emozionati perché avremmo raggiunto quei luoghi di cui abbiamo sentito parlare da sempre e che, finalmente, potevamo toccare con mano. Alla partenza ero un po’ impaurita visti i problemi che, in questo periodo, caratterizzano quei luoghi. Abbiamo avuto la fortuna di avere con noi Padre Cassian (ex priore del Monastero benedettino di Norcia) che ha partecipato con noi al pellegrinaggio. La fortuna più grande che abbiamo avuto in Terra Santa è stata quella di avere come guida un amico, Ettore, che in maniera molto chiara ci ha spiegato le vicende della vita di Gesù nei luoghi in cui sono accadute e non solo dal punto di vista storico, ma anche da quello religioso. Ciò è stato molto importante ed ha accresciuto la mia fede. Sono stata fortunata anche perché ho festeggiato il mio compleanno a Betlemme. Il luogo che mi ha colpito di più tra tutti è stata la mangiatoia, il punto esatto in cui Gesù è nato per salvarci. Abbiamo visitato anche Cafarnao, luogo in cui viveva Pietro, che diventerà la casa di Gesù per tre anni. Pietro seguiva Gesù dappertutto e lo sosteneva anche quando non comprendeva ciò che Egli diceva. Quel giorno ho anche immerso i piedi nel lago di Tiberiade, luogo in cui Gesù ha compiuto numerose pesche miracolose. Ettore ci spiegava dei luoghi visitati e delle vicende avvenute tramite il “Vangelo a fumetti”: questo rendeva i racconti ancora più concreti e non astratti, come il più delle volte pensiamo. La prima cosa, infatti, che Ettore ci ha detto è stata: “In questo pellegrinaggio voglio farvi capire che Gesù è realmente vissuto”. All’inizio mi è sembrata una frase da dire a chi non ha fede, invece è per tutti; infatti, dopo averla ascoltata, ho cominciato a provare quello stupore che mi ha accompagnata in tutti i giorni del pellegrinaggio. Mi ha colpito molto la serata trascorsa a Betlemme nella quale abbiamo conosciuto un gruppo di cristiani che ci ha raccontato la loro situazione: vivono circondati da un muro e, per uscirne, hanno bisogno di permessi speciali. Essi desiderano per i loro figli le libertà che hanno visto nei nostri figli. Sono rimasti molto colpiti dal fatto che, dall’Italia, siamo andati in Terra Santa per conoscere loro e non solo per visitare luoghi santi. Ci hanno detto che, grazie a noi, hanno trovato una libertà spirituale. Di questo viaggio ricorderò sicuramente i luoghi e tutte le cose belle che Ettore ci ha spiegato e fatto conoscere. Ricorderò poi la fiducia che Pietro aveva in Gesù e le lacrime di commozione che ho versato sul Calvario e sul Getsemani.

Maria Chiara Sermarini, alunna del I liceo delle Scienze Umane

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