Chesterton Gala: una bandiera cucita insieme
- 2 giorni fa
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ll Chesterton Gala è per tutti noi molto di più di una cena di beneficenza, è un modo per mostrare quanta vita fiorisca nella nostra scuola e concretizzare gli ideali per cui vale la pena combattere ogni giorno. Perché no, anche attraverso uno spettacolo da vedere e ascoltare. Quest'anno, in modo particolare, ho avuto modo di riflettere sul valore di questa proposta, sotto diverse angolazioni, da mamma e da insegnante. Quando ci è stata data la possibilità di partecipare attivamente allo spettacolo (a dire il vero, mai così in prima persona!), nessuno di noi insegnanti si è tirato indietro. Come mai? Sicuramente, risponderei, per riconoscenza. Riconoscere, con infinita gratitudine, di far parte di questa storia che mi coinvolge ormai da parecchi anni. Una storia che si snoda attraverso le varie Opere, e si concretizza nei volti dei ragazzi di cui, molto indegnamente, sono chiamata a prendermi cura ogni giorno. Dire sì alla proposta del Gala ha significato prendere sul serio tutto ciò con cui ci misuriamo quotidianamente, gioie e fatiche comprese. Non è stato soltanto fare una apparizione fugace alla fine di un ballo degli studenti o fare da comparsa in un video proiettato, era in gioco molto di più. Partecipare a questo ha significato per me mettere il mio tassello, seppur piccolo, alla grande bandiera della nostra storia. Marco Sermarini, il giorno prima della serata del Gala, ha proclamato un discorso davanti a tutti gli studenti e gli insegnanti, presenti al Casale per la prova generale: grazie alle sue parole, si è reso ancora più chiaro nella mia mente che ciascuno dei presenti non si trovava lì per caso, ciascuno era presente per un motivo e un compito ben preciso, ciascuno rappresentava un pezzetto di una storia più grande che acquisiva senso proprio grazie al contributo, anche se umile e all'apparenza insignificante, di ognuno. Mentre Marco parlava, mi è subito balenata l'immagine della bandiera, che nel video è stata fatta sventolare a Sottocolle e innalzata dai protagonisti dell'opera Chesterton: la piccola bandiera, strappata ad Adam Wayne, diventa grande e forte grazie ai pezzi che ciascuno può cucire, l'uno accanto all'altro, e che diventa così il vessillo di ciò per cui vale la pena combattere!
È stato poi uno spettacolo nello spettacolo vedere i ragazzi spendersi totalmente per il Gala, curando e organizzando ogni aspetto del lavoro da portare avanti. Penso soprattutto alla Crew che si è adoperata nelle riprese e montaggio dei video, o gli studenti musicisti e cantanti che hanno messo a servizio i loro talenti e il loro tempo dedicato alle prove. Tutto ciò mi ha motivato per far sì che anche io mi spendessi e fossi pronta a dare il mio piccolo contributo. Al di là delle prove, che in realtà sono state un divertimento, ho pensato a come potermi rendere utile. Oltre alla ricerca degli sponsor a cui non mi sono sottratta singolarmente, ho accompagnato delle classi in questa avvenuta, sia delle medie che delle superiori, tirando fuori buone ragioni per persuadere gli altri a sostenere la nostra scuola.
Da mamma ho contribuito alla realizzazione dei centrotavola, le bellissime radio di cartone che troneggiavano su ciascun tavolo apparecchiato per la serata. A dire il vero, portando mia figlia era lei che mi richiamava nel fare un lavoro preciso e accurato! Le figlie sono state molto contente di prendere parte allo spettacolo e alla preparazione del Gala, talmente prese che hanno tenuto il più stretto riserbo su tutto, dietro la firma di un patto con i loro insegnanti!
Infine, il Gala mi ha dato anche la possibilità di venire incontro ad una famiglia ed ospitarne una parte in casa, per consentire loro di partecipare alla serata del 7 febbraio. È la famiglia del ragazzo che ospitiamo da qualche anno per far sì che frequenti la scuola, ormai arrivato al quinto superiore. Era proprio un peccato che perdesse una tale occasione, allora mi sono mossa nel proporre loro questa soluzione, un pò arrangiata, ma decisiva al fine della loro presenza. È stato bello vedere loro partecipare, o meglio, vivere, quei momenti.
Ciò che resta nel cuore e rappresenta una motivazione che spinge ad adoperarmi, a dare il mio piccolo contributo, è questo desiderio di lottare per difendere la mia "casa", quella piccola parte di mondo in cui ho la Grazia di poter vivere.
Prof. Cristina





