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In pericolo di scoprire la vita




Ogni anno scolastico porta con sé un programma da definire e poi seguire, verifiche scritte e orali, richiami agli alunni indisciplinati o svogliati, e via discorrendo; insomma, un elenco di mansioni da svolgere e scartoffie da riempire. Ma è davvero tutto qui?

La realtà a cui apparteniamo è ben diversa e sta stretta dentro un programma. Parla agli occhi e al cuore di ciascuno, insegnanti e alunni, e ci spinge ad intraprendere insieme l’avventura della conoscenza. La scuola funziona se propone una educazione e non una semplice istruzione, se si concretizza in esperienze positive e coinvolgenti che permettono di mettere a frutto nella vita le nozioni insegnate o apprese. La Scuola Libera “G. K. Chesterton” porta avanti questo ideale educativo, espresso in tante occasioni di lavoro e di rapporto tra noi insegnanti e i ragazzi con cui ci confrontiamo ogni giorno. Una di queste occasioni è sicuramente il Concorso Chesterton, giunto alla sesta edizione ma ogni volta sempre più ricco di spunti preziosi e persone coinvolte nei lavori.

In questa edizione del Concorso, come nella scorsa, ho avuto l’onere e l’onore di far parte dei promotori dell’iniziativa, pensata per far conoscere ad insegnanti e alunni delle scuole italiane la figura e le opere dello scrittore inglese. Già dalla scorsa estate ho iniziato a prendere contatti con Annalisa Teggi, nostra cara collaboratrice nonché traduttrice delle opere di Chesterton, per individuare un tema e selezionare alcuni stralci di lettura da proporre ai partecipanti del Concorso. Da subito abbiamo inviato il bando e le letture ad altre scuole parentali o paritarie di nostra conoscenza, per proporre loro la partecipazione. Il lavoro da presentare poteva essere duplice, per le scuole elementari e medie, fino al primo biennio delle superiori: realizzare un elaborato artistico-letterario in forma cartacea o mediante un video. Mentre per il triennio delle scuole superiori è stata proposta la preparazione di un dibattito filosofico, che si sarebbe poi svolto direttamente il giorno delle premiazioni. Posso dire con gratitudine che abbiamo visto la partecipazione di un numero considerevole di scuole e istituti, provenienti da ogni parte d’Italia: Roma, Città di Castello, Sant’Ilario d’Enza, Verona, Bassano del Grappa, Trieste, Norcia, Martinsicuro; oltre ad alcuni doposcuola della zona. Insegnanti che con passione hanno motivato i loro allievi nel leggere gli stralci proposti, pensare e produrre elaborati originali, creativi, ispirati dal nostro Chesterton e dal tema scelto: “Il mondo è vivo, siamo sempre in pericolo di scoprire la vita!”.

Per realizzare gli elaborati e preparare il dibattito si sono mosse non solo le scuole da noi invitate, ma anche tutte le classi della nostra scuola Chesterton! Dalle elementari (novità di quest’anno!) ai più grandi delle superiori. Ogni classe ha visto protagonisti gli insegnanti referenti e gli alunni che hanno guidato nel lavoro: questo ci ha permesso di uscire dagli schemi e dalla “cattedra”, per guardarci negli occhi e collaborare alla costruzione di qualcosa di bello da proporre agli altri. Ogni ragazzo ha potuto contribuire con le proprie doti e qualità alla realizzazione del lavoro, perché lo scopo del Concorso era coinvolgere TUTTI, enfatizzando ciò che di buono ognuno poteva dare nel lavoro di SQUADRA.

Come docente ho avuto modo di preparare le nostri classi terza e quarta superiore al dibattito filosofico. Altre due insegnanti ci hanno dato manforte, con consigli preziosi e ore di lezione messe a disposizione (le ringrazio!); dal canto mio, ho impiegato alcune delle mie ore di filosofia ed alcune ore pomeridiane alla preparazione dei ragazzi, che dall’inizio si sono coinvolti tutti, non solo gli alunni del liceo ma anche quelli dei professionali. Era chiaro lo scopo comune, unire i talenti propri di ciascuno per riflettere sul tema, trovare i contenuti e provare le varie fasi del dibattito. Nello specifico l’argomentazione riguardava il seguente topico: “Nell’avventura della vita, è meglio essere pragmatici o idealisti?”. Le opere e gli aforismi di Chesterton ci hanno aiutato nel discernimento, oltre ad altri spunti colti dalla filosofia, letteratura, arte, teologia, esempi della vita quotidiana. Un lavoro complesso, che ha rappresentato una sfida per ciascuno di noi, anche pensando di doversi superare per riuscire a parlare in pubblico (per alcuni inizialmente impensabile!) e confrontarsi con degli “avversari” provenienti da altre scuole. Siamo riusciti a trovare una parte, piccola o grande, per tutti i ragazzi, e in questo avevamo già vinto, ancor prima delle premiazioni.

Il 5 maggio, giorno delle premiazioni del Concorso, è arrivato con una velocità strabiliante, ma eravamo tutti pronti e carichi! Nella cornice del centro educativo “La Contea” sono pervenuti i numerosi partecipanti, illuminati da un sole splendente che non si vedeva da tempo: uno spettacolo di bimbi, insegnanti e genitori richiamati dal desiderio di vedere gli elaborati, ascoltare il dibattito e farsi guidare dalle parole dei tre giudici, venuti anche loro da lontano (oltre alla già citata Annalisa Teggi, i nostri amici “cultori di Chesterton” Rodolfo Casadei e Fabio Trevisan), resisi disponibili nel giudicare gli elaborati, scrivendo per ciascuno un caratteristico commento.

Il cuore della mattinata sono stati i laboratori, organizzati per i più piccoli, ed i dibatti che ha visto protagonisti quattro classi. Ognuno ha sfoderato le sue migliori armi: la parola pronta, una domanda insidiosa, un contenuto ben costruito. Una battaglia in cui, col sudore della fronte, ognuno ha difeso la propria posizione senza però ledere la persona dell’avversario. Alla fine hanno avuto la meglio le nostre ragazze del terzo superiore! Premiate per la loro capacità di fare squadra, guardarsi e sostenersi vicendevolmente. Che soddisfazione per loro!

Il momento più trepidante è stato quando il presidente della società Chestertoniana italiana, Marco Sermarini, ha proclamato i tre elaborati vincitori! Tutti i lavori hanno comunque potuto godere del loro momento di gloria, essendo stati esposti per permettere a tutti di vederli.

Concludo rendendo personalmente grazie della bella giornata trascorsa e per aver avuto modo di lavorare con i nostri ragazzi, diffondendo a quante più persone possibili l’opportunità di mettersi in gioco nell’avventura della vita.

Cristina Pavone, insegnante della Scuola Chesterton.





Il 5 maggio, a Santa Lucia, si è svolto il concorso Chesterton, un momento di incontro con delle scuole provenienti da altre regioni con cui condividiamo la nostra amicizia per questo scrittore.

In particolare, quest’anno, noi del terzo superiore ci siamo trovate ad affrontare il dibattito filosofico, ovvero una disputa tra classi volta a sostenere una tesi.

Effettivamente l’idea non sembrava suggerire nulla di semplice.

Il lavoro preparatorio consisteva infatti in una lunga ricerca di materiale, di fonti, di spunti che ci avrebbero consentito di sostenere una delle due parti.

<<nell’ avventura della vita è meglio essere più pragmatici o più idealisti?>>

La risposta non era scontata, come nemmeno la meticolosità con cui dovevamo preparare il dibattito.

Tutto è partito, sinceramente, con una grande incertezza.

Eppure, mentre lavoravamo, ci siamo accorte pian piano che il lavoro che ci era stato richiesto consisteva nel prendere spunto dalle stesse lezioni dei nostri professori, attingendo dai programmi dell’anno scolastico che stavamo trascorrendo e da quelle conoscenze che da sempre a scuola ci sono state insegnate.

Il giorno del concorso eravamo piene di dubbi, che il lavoro non fosse stato adeguato, o insufficiente, che ci mancasse il materiale.. (da fare notare che la cartella con il nostro materiale era andata perduta due settimane prima)

Quando è arrivato il momento di parlare tutto ha iniziato a scorrere, siamo state soddisfatte, contente del lavoro completato.

E stata un esperienza che ci ha fatto crescere tutte, ogni volta che prendevamo il computer per lavorare. Ci ha fatto faticare seriamente per raggiungere un obiettivo. Ci siamo improvvisamente ritrovate più unite di tante altre volte e siamo state, non solo soddisfatte, ma fiere del percorso che avevamo attraversato.

Vogliamo ringraziare la prof. Alexandra, la prof. Cristina e la prof. Helena per averci motivato e aiutato.

Viva la scuola Chesterton!

Alunne di III SUPERIORE

P.S. La cartella persa e stata poi misteriosamente ritrovata nello zaino di una nostra carissima compagna di classe una settimana dopo il dibattito…

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