Un Concorso Chesterton... LIMITED EDITION!
Con l'inizio dell'anno scolastico, la nostra scuola si è messa nuovamente in gioco nella preparazione del Concorso Chesterton, che ogni anno impegna tutti gli studenti insieme ai loro insegnanti. Questa è un'edizione speciale del concorso dedicato al grande scrittore inglese: siamo giunti, infatti, alla decima edizione e, per onorare questo traguardo, abbiamo scelto un tema denso e multiforme: il limite, espresso nell'emblematico titolo Limited Edition.
Il bando del concorso invita gli studenti a cimentarsi con un concetto di limite che punti a una sfumatura positiva di significato: non tanto qualcosa che blocchi o paralizzi, quanto qualcosa che, paradossalmente, possa spalancare la libertà. Per Chesterton, la limitazione è la condizione fondamentale che rende possibile la bellezza, la creatività e la libertà dell'uomo. Ne è un chiaro esempio questa citazione tratta da Ortodossia: «L'essenza del quadro è la cornice». Allora ci chiediamo: quali sono le nostre cornici? Che cosa ci delinea e ci caratterizza, facendoci dire: «Questo sono io»?
Queste domande le abbiamo poste ai nostri ragazzi per cominciare a riflettere sul tema del concorso e iniziare a lavorare per mettere giù spunti interessanti. Soprattutto agli studenti delle classi terza e quarta superiore, noi professori abbiamo lanciato una provocazione: come si può definire il limite, in senso positivo o negativo? Partendo dall'etimologia del termine e da una definizione generica, i ragazzi si sono lasciati coinvolgere e hanno portato esempi concreti che li riguardano: limiti che possono essere un freno o un muro invalicabile e limiti che, invece, rappresentano un punto fermo a cui ancorarsi, per far sì che la vita sia più piena e, quindi, migliore.
Questi esempi concreti hanno poi spostato la questione su una domanda sorta spontaneamente: «Ma il limite ci rende più liberi o meno liberi?». Gli animi dei ragazzi e i loro sguardi si sono accesi a tal punto che noi insegnanti abbiamo pensato di trasformare questa domanda nel tema di un dibattito, che si sarebbe svolto la settimana successiva.
Divisi in due squadre, una a sostegno della tesi e l'altra dell'antitesi, gli studenti hanno provato a prepararsi per difendere ciascuno la propria posizione e attaccare quella degli avversari. Un lavoro molto difficile, certamente, ma pensato per stimolarli alla ricerca di contenuti utili a sostenere la propria posizione, imparando a ragionare e a discutere.
Sicuramente noi prof. approfitteremo del concorso per far lavorare ancora su questo tema i ragazzi e sollecitarli a una riflessione viva!
Cristina Pavone, insegnante di filosofia della scuola "Chesterton"





